• Magnifica Humanitas e l'ateo che chiede una coscienza al Papa
    Jun 9 2026

    Magnifica Humanitas è la prima enciclica di Papa Leone XIV ed è sull'intelligenza artificiale, anzi sull'umanità attraversata dall'AI. Per capirla davvero però, dobbiamo partire da una scena. Alla sua presentazione, nell'Aula del Sinodo, tra i cardinali siede un ateo di 34 anni: è Christopher Olah, cofondatore di Anthropic, l'azienda dell'AI Claude. Non è venuto a difendere la tecnologia: è venuto a chiedere alla Chiesa di prestargli una coscienza.

    In questa puntata di DigitMondo, parliamo di AI e Magnifica Humanitas, l'enciclica che sposta lo sguardo dalle "cose nuove" della Rerum Novarum di Leone XIII all'umanità che le attraversa, e come la si custodisce"nel tempo dell'intelligenza artificiale".

    Dentro l'episodio: le tre domande che Olah confessa di non saper risolvere da solo (il dovere verso i poveri del mondo, il senso di umanità nell'era dell'AI, la natura misteriosa dei modelli che mostrano segni di introspezione, gioia e paura); chi è davvero Olah, dalla Thiel Fellowship di Peter Thiel a Google Brain fino alla fondazione di Anthropic, e cos'è l'interpretabilità meccanicistica, l'arte di aprire la scatola opaca dell'AI; infine i veri motivi per cui Anthropic ha voluto essere in Vaticano, tra posizionamento etico, scontro con Trump sul Pentagono e la corsa alla legittimazione in Europa.

    🎙️ Gli inserti audio di Christopher Olah sono tratti dal video ufficiale di Vatican Media / Vaticano sulla presentazione dell'enciclica Magnifica Humanitas (Aula del Sinodo, 25 maggio 2026).

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    #MagnificaHumanitas #PapaLeone #IntelligenzaArtificiale #Anthropic #AI #DigitMondo #Digitalic

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    15 mins
  • Perché i giovani fischiano l'AI
    Jun 2 2026

    Quando Eric Schmidt (ex Google) è salito sul palco della cerimonia di Laurea dell'Università dell'Arizona per parlare di AI, una platea di diecimila laureandi lo ha fischiato... e non è stato un caso isolato.

    Tra l'8 e il 18 maggio 2026, in quattro università americane diverse, gli speaker dei discorsi di laurea sono stati contestati ogni volta che hanno elogiato l'AI. Una realtà nuova, che spezza una tradizione lunga decenni. Sembra così lontano Steve Jobs, che nel 2005, pronunciava il suo celebre "stay hungry, stay foolish" davanti alla platea adorante della Stanford University.

    In questa puntata di DigitMondo raccontiamo anche la storia di Houda Eletr, la studentessa di giornalismo dell'Università della Florida Centrale che ha trasformato i "Boo" in un manifesto generazionale. Cerchiamo di capire perchè i giovani americani odiano l'AI e cosa questa tecnologia gli stia togliendo.

    Una puntata che attraversa l'America, cita il premio Nobel Philippe Aghion e il modello danese di flexicurity, per chiederci se forse manca un patto sociale, per l'AI e se è questa mancanza che porta le nuove generazioni a fischiare la tecnologia più acclamata della nostra era.

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    Fonti audio per gli inserti

    Fischi UCF, apertura sul momento "industrial revolution"Canale ufficiale University of Central Florida, ceremony College of Arts and Humanities + Nicholson School of Communication and Media, 8 maggio 2026 ore 19:youtube.com/watch?v=zwYkHS8jvSE

    Applausi UCF su "Only a few years ago, AI was not a factor in our lives"Stesso video ufficiale UCF, sempre il commencement dell'8 maggio:youtube.com/watch?v=zwYkHS8jvSE

    Fischi a Eric Schmidt all'University of ArizonaCanale ufficiale University of Arizona, 162nd Commencement, Casino Del Sol Stadium, 15 maggio 2026:youtube.com/watch?v=b1eM3jv0vWY

    Steve Jobs "Stay hungry, stay foolish" a StanfordCanale ufficiale Stanford University su YouTube, 114th Commencement, 12 giugno 2005:youtube.com/watch?v=UF8uR6Z6KLc

    Steve Wozniak "It takes nine months" al GVSUCanale ufficiale Grand Valley State University, Commencement Van Andel Arena, 2 maggio 2026 ore 15:youtube.com/watch?v=-bn3ydOuMm4

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    19 mins
  • Solo il Sud si salverà dall'AI?
    May 26 2026

    Brunori Sas ha detto che la Calabria è il futuro… Lo ha detto ridendo, sul divano del podcast Tintoria, ma i dati del rapporto Anitec-Assinform e Politecnico di Torino sul mercato del lavoro italiano dicono sostanzialmente la stessa cosa: il Mezzogiorno ha la più alta concentrazione di lavoratori con competenze che l'AI non può sostituire, solo potenziare.

    In questo episodio di DigitMondo esploriamo una tesi controintuitiva: il Sud Italia è strutturalmente meglio attrezzato del Nord per affrontare l'impatto dell'intelligenza artificiale, non volendolo… non per scelta: per storia. Perché l'AI automatizza ciò che il capitalismo ha già standardizzato, e il Sud non ha mai standardizzato pienamente la sua struttura economica.

    Analizziamo i dati, sfatiamo due luoghi comuni, e proviamo a capire se questo vantaggio esiste davvero e se qualcuno avrà il coraggio di trasformarlo in strategia prima che evapori.

    Fonti citate nell'episodio:

    Anitec-Assinform / Politecnico di Torino (2026) — L'IA nel mercato del lavoro italiano: professioni, modelli di adozione e la sfida della formazione”. https://www.anitec-assinform.it/pubblicazioni/studi/l-ia-nel-mercato-del-lavoro.kl

    Dalla Zuanna A., Dottori D., Gentili E., Lattanzio S. (2024) — An assessment of occupational exposure to artificial intelligence in Italy, Occasional Papers n. 878, Banca d'Italia Fonte del dato sui 4,75 milioni di lavoratori a rischio. https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2024-0878/index.html

    Brynjolfsson E. et al. (2025) — Canaries in the Coal Mine? Six Facts about the Recent Employment Effects of Artificial Intelligence, Stanford Digital Economy Lab Fonte del dato -20% developer under 25 e della soglia 70%/30% laureati. https://digitaleconomy.stanford.edu/wp-content/uploads/2025/08/Canaries_BrynjolfssonChandarChen.pdf

    Klein Teeselink B. (2025) — Generative AI and Labor Market Outcomes: Evidence from the United Kingdom, King's College London Fonte del dato -23% offerte di lavoro nelle professioni più esposte all'AI generativa nel mercato britannico. https://www.kcl.ac.uk/news/new-study-reveals-early-impact-of-ai-on-job-market-in-uk

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    12 mins
  • Trump in Cina: inizia la guerra fredda dell'AI
    May 19 2026

    Il viaggio di Trump in Cina sancisce l'inizio di un nuovo periodo, quello della guerra fredda dell'intelligenza artificiale. Per capirlo bisogna partire dalla fine, c'è una scena che racchiude il senso del viaggio e la descrive Emily Goodin, cronista del New York Post. Tutti i delegati statunitensi, prima di risalire sull'Air Force One, hanno gettato in un cestino alla base della scaletta tutto ciò che avevano ricevuto in dono durante il viaggio. Telefoni usa e getta, regali, spille, badge... Tutto. Questo racconta molto bene il periodo che si apre: relazioni diplomatiche aperte, sorrisi, ma una totale sfiducia di base tra i due blocchi. In questo episodio di DigitMondo le cinquantadue ore di Trump a Pechino che non è stato solo un summit commerciale, ma il momento in cui l'intelligenza artificiale ha smesso di essere una questione tecnologica ed è diventata la nuova “arma nucleare” del secolo. Con Jensen Huang che sale all'ultimo momento sull'Air Force One ad Anchorage e mangia Noodles da solo tra gli Hutong, con Scott Bessent che alla CNBC pronuncia la frase che cambia tutto, con Xi Jinping che rilancia per la terza volta a un presidente americano la metafora della trappola di Tucidide e una banda militare cinese che suona YMCA dei Village People al banchetto di Stato, senza che nessuno dei due leader capisca di cosa parla davvero quella canzone.

    Fonti degli inserti audio:

    Scott Bessent, CNBC, 14 maggio 2026 ;

    Xi Jinping, Grande Sala del Popolo, 14 maggio 2026, Ministero degli Esteri cinese, CCTV


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    20 mins
  • Cosa non abbiamo capito dell'AI su lavoro ed economia | Il Nobel Aghion
    May 12 2026

    Ci siamo concentrati sull’automazione che porta l'AI e non sul potere della ricombinazione delle idee esistenti, da cui derivano la maggior parte delle innovazioni. Lo dice Philippe Aghion, Nobel per l'Economia 2025 che spiega cosa l’Europa non ha ancora compreso bene sull’AI.

    L'AI aggiunge almeno 1% di PIL all'anno per un decennio grazie all’automazione, più lo 0,5% per sempre con la creazione più veloce di nuove innovazioni. L'AI non distrugge solo lavori (questo lo fa) ma ne moltiplica altri. Perché accelera l'innovazione, abbassa il costo di trovare idee nuove, ricombina conoscenza esistente a velocità che nessun ricercatore umano potrebbe raggiungere. A chi guarda solo ai posti persi sfugge la metà del ragionamento. In questo episodio di DigitMondo cerchiamo di spiegare perché l'Europa produce ricerca scientifica di livello mondiale che poi genera innovazione che diventa prodotto all’estero. Affrontiamo la distruzione creativa che è alla base della crescita della nostra economia e il paradosso della regolazione normativa Europea che protegge i monopoli e gli oligopoli che vorrebbe arginare. L’Europa ha tutto quello che serve per sedere da protagonista al tavolo dell’AI, e anzi ha una cosa che sembra scarseggiare altrove: la democrazia, e su questo può costruire una nuova geopolitica dei valore per tornare al centro dello scacchiere dell’innovazione.

    Con la voce originale di Philippe Aghion dal Brussels Economic Forum 2026.


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    13 mins
  • La superiorità robotica Cinese, in diretta TV
    May 8 2026

    Robot umanoidi cinesi hanno ballato, combattuto e fatto capriole sul palco televisivo più visto del pianeta. Il Gala del Capodanno lunare 2026, oltre 500 milioni di spettatori, decine di robot prodotti da quattro startup cinesi venduti in diretta su JD.com a 80.000 euro l’uno.

    Lo slogan della loro performance: We Are Made in China.

    Dodici mesi fa gli stessi robot agitavano pompon come mascotte. Quest’anno recitano in sketch con attori in carne e ossa, corrono a quattro metri al secondo, saltano fino a tre metri. Il salto tecnologico è impressionante, e il messaggio politico ancora di più.

    In questo episodio di DigitMondo: la robotica cinese che mette pressione su Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, la corsa AI che si sposta dai data center alle fabbriche, e cosa significa quando l’intelligenza artificiale esce dagli schermi e diventa presenza fisica nell’economia reale.

    Una poesia della dinastia Tang dice: se vuoi vedere più lontano, sali ancora di un piano. Vale anche per noi.

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    12 mins
  • Rachel: l’AI che ha chiamato 3.000 pub per il prezzo della Guinness
    May 1 2026

    Un agente AI vocale ha chiamato 3.000 pub in tutta l’Irlanda nel weekend di San Patrizio. Costo dell’operazione: 200 euro. Risultato: il database di prezzi della Guinness più completo che il Paese abbia avuto in quattordici anni, da quando il governo irlandese ha smesso di tracciarli.

    Matt Cortland, ingegnere AI a Londra, ha costruito Rachel con voce nordirlandese e l’ha mandata a fare il lavoro che nessun ufficio statistico voleva più fare. Un barista le ha offerto da bere.

    Ma la storia non parla di birra. Parla di automazione, di agenti AI nel mondo reale, di chi rischia davvero il posto di lavoro. I baristi sono nel 30% delle professioni con zero esposizione all’AI. I programmatori sono al 74,5%.

    In questo episodio di DigitMondo: come funziona un agente vocale AI, cosa significa quando l’automazione esce dai laboratori, e perché chi versa una pinta è più al sicuro di chi scrive codice.

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    13 mins
  • Tim Cook si dimette da CEO di Apple. Ora cosa succede?
    Apr 24 2026

    Tim Cook si dimette da CEO di Apple. Dal primo settembre 2026 al suo posto arriva John Ternus, oggi responsabile dell'hardware Apple, ingegnere meccanico, cinquant'anni di cui la metà passati a Cupertino. Cook resta come presidente esecutivo del consiglio di amministrazione : un ruolo diplomatico e politico.

    Ma la notizia vera è un'altra: per la prima volta in quindici anni, il nuovo amministratore delegato di Apple non arriva con l'investitura diretta del fondatore. Steve Jobs aveva scelto personalmente Tim Cook, quarantatré giorni prima di morire aveva scritto una lettera pubblica in cui chiedeva esplicitamente di nominarlo. Quella di John Ternus è una storia diversa. È la prima vera Apple post-Jobs, senza la benedizione dinastica che per un quindicennio ha accompagnato ogni decisione di Cupertino.

    In questo episodio di DigitMondo analizziamo il passaggio di consegne più importante nella storia recente di Apple, ricostruiamo la linea dogmatica che da Steve Jobs ha portato a Tim Cook e che ora si spezza con John Ternus, rileggiamo le lettere di Cook ai dipendenti negli anniversari della morte di Jobs, confrontiamo le letture di Wall Street Journal, Financial Times, New York Times e Bloomberg, cercando di delineare le tre traiettorie possibili per Apple dei prossimi anni; l'hardware-centrismo sull'intelligenza artificiale, l'apertura strategica ai modelli esterni come Google Gemini, la scommessa su una nuova categoria di prodotto dopo Vision Pro.

    Si parla di Apple Intelligence e del ritardo su Siri, della capitalizzazione che è passata da 350 miliardi a 4.000 miliardi di dollari sotto la guida di Cook, della visita di Cook in Bocconi del 2015, di Jonathan Ive, e della vera domanda aperta: un ingegnere hardware può guidare Apple nell'era in cui l'intelligenza artificiale sta mangiando il software?

    Un episodio per chi vuole capire cosa succederà davvero a Cupertino nei prossimi mesi, oltre la cronaca e oltre i titoli.

    DigitMondo è il podcast di Digitalic condotto da Francesco Marino, dedicato alle storie e ai protagonisti che stanno cambiando il mondo della tecnologia.

    Parole chiave: Tim Cook dimissioni, Apple nuovo CEO, John Ternus Apple, Steve Jobs successore, Apple 2026, Apple Intelligence, Siri AI, Tim Cook Steve Jobs, chi è John Ternus, Apple Cupertino, capitalizzazione Apple 4000 miliardi, Vision Pro, MacBook Neo.

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    16 mins